Libri

 



libri_bool.jpg (8447 byte)  

Opinioni di un clown
di Heinrich Böll

Casa Editrice: Mondadori
Genere: Romanzo (letteratura tedesca)
Anno: 2001

Dietro una maschera colorata si nasconde l’opacità di una società monotona che vive appesa a perbenismi e finto benessere che occultano le colpe di un tempo non troppo remoto.
Dietro le risate degli spettatori del clown si nasconde la paura di guardasi alle spalle, quella paura di guardare in faccia gli spettri di milioni di persone resi polvere da unanimi consensi.
Il clown di Heinrich Böll fugge dall’anonimato, non si nasconde dietro la sua maschera ma ne fa una lente con cui guardare e denigrare la contingenza.
Costretto a vivere una vita poliedrica a causa della precarietà della Germania del dopoguerra, Hans Schnier vive ai margini della conformità e lontano dalla donna che ama, Maria.
Il suo disperato tentativo di riappropriarsi del passato costruito con la donna lo rende vulnerabile ma deciso a rispettare la propria entità di uomo sincero e anticlericale, scettico nei confronti delle convenzioni e dei compromessi sociali.

Hans Schnier è l’ennesimo burattino usato da Heinrich Böll come manifesto di denuncia contro la società moderna che si andava creando nella Germania divisa e lacerata dalla Seconda Guerra Mondiale, troppo relegata a comportamenti imposti da autorità provenienti da lontano.
La visione dell’autore filtra attraverso l’utilizzo di un tono misto di scene e contorni realistici e surreali nonché attraverso dialoghi che evidenziano le difficoltà di chi come Hans vuole costruire un’alternativa all’unico modello di vita imposto. Reso inetto dalla società contro cui si scaglia, viene comunque riconosciuta la sua volontà di continuare a lottare sebbene con armi deboli.
“La cosa più grave è che lei è un innocente, vorrei dire quasi un puro". Sembra una riflessione dell’autore nei confronti del proprio personaggio, un dialogo tra chi scrive e chi viene scritto.
"Io sono un povero diavolo molto semplice, sincero e privo di complicazioni", sembra rispondere il clown, mentre la sua vita scivola via lentamente.

Nell’opera, ritenuta il maggiore riflesso della visione di Heinrich Böll nei confronti del suo tempo, vi sono riportati i segni di una decadenza morale di cui proprio l’autore vuole mettere in guardia il suo lettore, un lettore che viaggia nel tempo e si riconosce parte integrante del racconto che, a più di quaranta anni di distanza, rimane inalterato come sistema di denuncia sociale.

Acclamato ma anche aspramente discusso dalla critica, “Opinioni di un clown” pubblicato nel 1963 è probabilmente un libro sconsigliato dagli ambienti conservatori ma che invece ha contribuito nell’assegnare all’autore il Premio Nobel per la letteratura nel 1972, vittoria simbolica della libertà di espressione artistica.

(Eva Di Tullio)