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Cd cult - "Sgt. Pepper"
(The Beatles)
Data prima pubblicazione: 1 giugno 1967
Durata: 39 min., 43 sec.
Tracce: 13
Etichetta: Parlophone
Produttore: George Martin |
Spesso
unidea geniale determina il corso degli eventi. Era il 1967 e Paul Mc Cartney ebbe
unintuizione che cambiò il destino suo, dei suoi colleghi e della musica mondiale:
in vacanza nella West Coast fu attratto dai bizzarri nomi di alcuni gruppi locali e pensò
che sarebbe stato divertente se i Beatles avessero cancellato la propria identità trasformandosi in un
alter ego. Il progetto inizialmente fu accolto freddamente dai colleghi (ad eccezione di
Ringo Starr, che si mostrò subito entusiasta) ma poi le cose andarono diversamente e fu
così che le fervide menti dei fab four dettero vita alla Sgt.
Peppers Lonely Hearts Club Band, protagonista del loro 8 album ufficiale,
tanto da dargli il titolo.
Mc Cartney fu lungimirante: il disco, uno dei primi concept album
della storia della musica pop-rock, creò immediatamente unondata di fervido shock
sia nel pubblico che nella critica: fu un vero e proprio evento culturale, una rivoluzione
in atto, in tutti i sensi.
Ogni sua componente era a dir poco sensazionale, a cominciare dalla copertina in cui i
quattro ragazzi di Liverpool, nelle sgargianti e coloratissime vesti di orchestrali, sono
circondati dai loro eroi, unottantina di personaggi famosi tra cui Albert Einstein,
Bob Dylan, Karl Marx e Marlene Dietrich. Sul lato sinistro, sottoforma di cere di Madame Tussauds,
il gruppo come era agli inizi, a dimostrare che ormai i tempi di She Loves You e Love Me
Do sono passati e la loro immagine old style è rimpiazzata da una nuova e
anticonformista.
Anche il lavoro in studio cambiò: il processo di registrazione si trasformò in sedute
lunghe ed estenuanti, in cui i membri della band e del loro entourage entrarono in vera e
propria simbiosi gli uni con gli altri.
E che dire delle canzoni? Molte di esse suscitarono scalpore soprattutto a causa dei
testi. Si pensi a Lucy In The Sky With Diamonds, una delle canzoni più celebri: passò
alla storia per la leggenda secondo cui le prime lettere delle parole del titolo
comporrebbero lacrostico LSD, ipotesi rigettata dallautore, John
Lennon, che dichiarò di essersi ispirato ad un disegno di suo figlio Julian e al libro di
Lewis Carrol,
Attraverso lo specchio.
Anche la penna di Mc Cartney, solitamente più solare ed ottimista del collega, creò non
poche difficoltà di interpretazione con Fixing A Hole: molti ci videro un richiamo, non
tanto celato, alleroina, ma Paul, con lespressione riparando un
buco, probabilmente riferita ai lavori di riparazione del tetto della sua fattoria
in Scozia, alludeva metaforicamente al rapporto con i fans, non tanto idilliaco.
Fraintendimenti a parte (ma siamo sicuri che siano davvero equivoci?) la coppia Lennon-Mc
Cartney compose canzoni che lasciarono un segno: un brano come Being For The Benefit Of
Mr. Kite!, ad esempio, è una prova tangibile dello spiccato senso dellassurdo di
John, che compose il testo basandosi su un manifesto circense di epoca vittoriana comprato
da un rigattiere del Kent. E la musica ci proietta davvero in un pittoresco spettacolo di
circo.
Esula dal contesto lunico brano firmato Harrison, Within You Without You, un
piccolo, appassionato saggio di cultura orientale avulso dal resto del disco sia
stilisticamente che musicalmente: nessun altro Beatle, infatti, vi prese parte in alcun
modo.
È nel finale, però, che troviamo il vero capolavoro di Sgt. Pepper: si tratta di A Day
In The Life, una sequenza di nuclei narrativi piuttosto enigmatici e di due sezioni
musicali distinte. La genialità del pezzo sta anche nella sua conclusione, in cui un
loop di voci e suoni incomprensibili, noto come The Inner Groove
(Il solco interno) si ripete ossessivamente. Il disco, così, si chiude
rumorosamente, esattamente come era iniziato. Per la storia della musica nulla sarà più
come prima.
(Paola F.G. Petillo) |
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