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Basket - Il caso Lorbek

Scoppia il caos nel mondo del basket. L'estate di calciopoli porta in dote ad un altro sport lo scandalo dirigenziale più grande dai tempi del fallimento della Virtus di Madrigali. Tutto inizia i primi giorni di gennaio, quando cominciano a girare voci riguardo presunte irregolarità in merito al tesseramento dello slavo Erazem Lorbek da parte della Benetton Treviso, blasonata società della massima serie di pallacanestro italiana. A monte della vicenda c'è la regola che impedisce ad una società di tesserare più di 18 atleti professionisti nell'arco di una stagione agonistica. Passano le settimane e Lorbek contribuisce alle tre vittorie che garantiscono a Treviso la qualificazione alle Final 8 di coppa Italia, competizione che i verdi di Villorba vincono in finale contro la Virtus Bologna di Sabatini. Ed è proprio Sabatini ad alimentare sospetti sulle presunte irregolarità della società trevigiana. La storia è la seguente: il giovane Gino Cuccarolo viene tesserato il 17 novembre da Treviso come professionista, salvo vedersi rescisso il contratto il giorno successivo, riportando il centro italiano allo status di giovane di serie. Ma, in federazione, di questo documento non c'è traccia. Nel caso in cui non venisse ritrovato, ciò comporterebbe la correzione dello status contrattuale di Cuccarolo a professionista, rivalutando quindi la posizione di Lorbek, che diverrebbe diciannovesimo tesserato di Treviso. Ciò porterebbe quindi lo sloveno in una posizione delicata, poichè impossibilitato a partecipare a competizioni nazionali. La decisione più plausibile diventerebbe quindi l'assegnazione dello 0-20 a tavolino negli incontri vinti dalla Benetton e nei quali Lorbek è andato a referto. Questi nuovi risultati estrometterebbero Treviso dalla Final 8, ridiscutendone quindi il risultato determinato sul campo. La società trevigiana, colta di sorpresa dall'accaduto, tenta di spiegare che la registrazione dell'atto di rescissione era avvenuta nei tempi richiesti, ovvero entro e non oltre la settimana successiva al tesseramento di Cuccarolo. Si chiedono spiegazioni in Lega, dove il documento era stato consegnato, senza mai raggiungere gli uffici della FIP. Dopo giorni di totale incertezza, scoppia la bomba: il segretario generale di Lega, Massimo Zanetti, afferma di essere in possesso del documento firmato da Fadini, GM della Benetton Treviso, consegnatogli per mano del Team Manager Andrea Cirelli, aggiungendo però il particolare scottante dei tempi di consegna dello stesso. Secondo Zanetti, infatti, il documento sarebbe stato consegnato in Lega solo il 10 gennaio, alcuni giorni dopo l'inizio dei sospetti a carico di Treviso. Zanetti confessa e ammette l'errore di cedere alle pressanti richieste della società amica, salvo poi tornare sui propri passi, "dimenticando" il documento postdatato in un cassetto della sua scrivania. Lo scoppio dello scandalo destabilizza l'ambiente: si dimettono Prandi, presidente di Lega Basket, e lo stesso Zanetti, mentre la Benetton dirama un comunicato che si avvicina ad un'ammissione di colpa. Si registrano ora il licenziamento di Cirelli e le dimissioni, accettate, di Fadini. La procura federale ha da poco aperto un'inchiesta per far luce sull'accaduto, e l'impressione è che verranno presi provvedimenti severi: la società rischia da punti di penalizzazione alla retrocessione, mentre per i dirigenti coinvolti si va dai 3 mesi ai 5 anni di inibizione. E non finisce qui: indipendentemente dalle decisioni prese, molte squadre potranno presentare ricorso per la sentenza, obbligando i giudici a rivedere le condanne. In un periodo di gravi problemi nel calcio, un'isola felice rischia di essere contaminata. Ma la speranza è quella di non trovarsi di fronte alle solite sentenze "all'italiana". Si avrebbero, per la prima volta nel mondo dello sport, punizioni conformi ai tentativi di dolo, confermando il famoso detto "chi sbaglia, paga". Anche nel nostro paese.

(Cristiano Buffa)