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Animali - Virtù di coccodrillo! |
Gli
attuali coccodrilli o loricati sono animali che discendono dagli arcosauri diapsidi che,
oltre ai coccodrilli e alla maggioranza dei rettili secondari, hanno dato origine a
uccelli e mammiferi. Il più antico coccodrillo fossile ritrovato risale alla fine del
triassico, si tratta del Protosuchus dellAmerica settentrionale, di dimensioni
abbastanza modeste per un coccodrillo, che somiglia ad una grossa lucertola e che
probabilmente era un animale più terrestre che acquatico. Nel Cretaceo apparvero dei
coccodrilli alquanto simili a quelli attualmente viventi: gli eusuchi, rappresentati da
due famiglie estinte e da due famiglie ancora oggi esistenti: crocodilidi e gavialidi.
Gli attuali coccodrilli formano un piccolo gruppo apparentemente omogeneo. Si tratta di
grossi rettili anfibi, ben adattati alla vita acquatica che si sono diffusi
prevalentemente nelle regioni tropicali.
Questi animali hanno una testa grossa, collo poco differenziato, corpo tozzo e zampe
robuste; quelle posteriori, palmate, vengono usate per spostamenti lenti in acqua. La coda
è robusta, compressa ai lati e più lunga del corpo; essa con movimenti ondulatori
permette allanimale di nuotare velocemente.
Tutti i coccodrilli sono carnivori e talvolta si nutrono di carogne. La quantità di cibo
ingerito dipende però molto dalle loro dimensioni, infatti mentre i giovani si nutrono di
insetti caduti in acqua, di invertebrati acquatici, di anfibi, talvolta di uccelli e dei
pesci che riescono a catturare, gli adulti possono arrivare ad uccidere mammiferi di
grandi dimensioni.
Le specie a muso allungato si nutrono prevalentemente di pesci, mentre le altre sono
onnivore. I coccodrilli afferrano la preda, la uccidono, poi la divorano o la lasciano
macerare per un po. Tagliuzzano la preda perché i loro numerosissimi denti aguzzi e
leggermente orientati allindietro sono fatti per afferrare e non per masticare.
I coccodrilli si accoppiano in acqua e le femmine ovipare depongono da 20 a 80 uova, a
seconda delle specie, delle dimensioni pressappoco di quelle di un uovo doca. Il
guscio è bianchissimo, fragile e impregnato di calcare, inoltre le uova possono essere
nascoste in cavità o coperte da un mucchio di terra o di vegetali in decomposizione. I
coccodrilli vivono in acqua e raggiungono la terraferma solo per deporre le uova o per
crogiolarsi al sole. Lacqua è quindi il luogo in cui possono dar prova di tutta la
loro agilità, anche se a terra si muovono più velocemente di quanto si possa
pensare.
Questi animali conducono spesso feroci lotte territoriali, perdendo gli arti e ricevendo
profonde ferite in unacqua che pullula di microrganismi anche patogeni. Tuttavia
sembra che essi siano in grado di guarire piuttosto velocemente da infezioni che
nelluomo potrebbero essere talora letali, senza andare incontro a severe infezioni.
Nel 1998 diversi studi sul sistema immune dei coccodrilli hanno suggerito la presenza di
parecchi anticorpi nella loro cosiddetta anima, in grado di neutralizzare
batteri resistenti alla penicillina, quali lo Stafilococcus aureus, che nelluomo è
in grado di causare intossicazioni e infezioni anche piuttosto gravi. Sembra che il loro
siero sia molto più potente di quello umano, infatti il loro sistema immune non
richiederebbe una seconda esposizione allantigene, come invece accade nel nostro,
per sviluppare una risposta immune.
Inoltre diversi scienziati americani e australiani hanno suggerito la capacità di questo
siero di uccidere un numero molto maggiore di virioni dellHIV, rispetto invece a
quanto accade con il siero umano. Se infatti si mette a contatto una provetta contenente
il virus dellHIV con siero di coccodrillo, spiegano gli scienziati, sembra che un
numero molto elevato di virus vengano neutralizzati.
Questa scoperta è molto importante e potrebbe aprire nuovi scenari negli studi
indirizzati a debellare un virus patogeno quale quello dellHIV.
Ora che gli attuali antibiotici sono sempre meno efficaci per la comparsa di microrganismi
resistenti, si devono trovare nuove alternative alle malattie infettive, anche e
soprattutto per evitare che si ripresentino quegli scenari che erano tanto frequenti nel
Medioevo ma anche in altre epoche, nelle quali non solo si moriva per malattie gravi come
il colera o la peste, ma anche per malattie che al giorno doggi sono facilmente
debellate con antibiotici di uso comune. Gli studiosi stanno ora raccogliendo una serie di
campioni di sangue da questi rettili per isolare le componenti chimiche dei loro anticorpi
per poterle sintetizzare nella formulazione di nuovi farmaci.
(Chiara Nardis)
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