Dopo 10 anni di inattività, Franco Turdo, il noto regista
siciliano dai natali cefaludesi, ritrova la passione per la pellicola, quella passione che
tanto lo accompagnò negli anni novanta e che vide lui, con la sua telecamera a spalla,
protagonista di non pochi successi tra il pubblico e la critica. Oggi, rispolverata
lantica cinepresa, gli basta poco per rimettere in piedi una troupe cinematografica
pronta a seguirlo ovunque, ma per il suo nuovo film Il Rigattiere, un
cortometraggio di 14 minuti per due settimane di lavoro, non si va poi tanto lontano, si
resta a casa. Si perché lidea del regista è proprio quella di produrre
unopera che racconti la propria terra, le proprie origini, la propria Cefalù
coi suoi dintorni. La storia, incentrata fondamentalmente sulla strana e particolare
figura del rigattiere, ha del grottesco e racconta della disponibilità e semplicità dei
siciliani, ma guai a prenderli in giro
Lo scenario è tutto al naturale, offerto
comè dallo splendido mare della cittadina normanna e dagli angusti quanto
attrattivi vicoli della vicina Gratteri, antico borgo medievale incastonato tra i monti
del parco delle Madonie. La sceneggiatura è tratta da un vecchio soggetto elaborato dallo
stesso regista in collaborazione con Edoardo Falletta, altra figura ben nota del
panorama cabarettistico cefaludese. Le riprese, dopo una breve panoramica dello specchiato
mare della cittadina di Ruggero II, si soffermano soprattutto sugli statici paesaggi
grattaresi, con inquadrature che sembrano evidenziarne più le location che i personaggi,
questultimi considerati quasi come un pretesto per la realizzazione del film.
Le musiche, di Totuccio Curreri,
ben risaltano le tonalità di strumenti tipici siciliani come u fiscalettu e u
marranzanu, caratteristici della nostra terra; e poi ci sono i Cavernicoli,
quaranta candeline desperienza nella storia del cabaret appena spente, che con le
loro canzoni, tipicamente siciliane, ne guarniscono il sottofondo sonoro.
Nicola Cefalù, Giuseppe Saja, Saro Barranco, Sara Vizzini i nomi degli interpreti
principali, tutti artisti locali, ma la produzione, la Cefafilm, vuol ringraziare
anche quanti della compagnia teatrale LArmonia hanno messo a
disposizione i loro volti e la loro esperienza per la buona riuscita del film che grazie
ad un circuito locale di network privati sarà trasmesso in Sicilia e in Calabria a
partire dal mese di marzo. Nel suo bagaglio, Franco Turdo vanta diversi corti e il
lungometraggio Diverso con Giuseppe Saja interprete principale
(adesso anche tra i protagonisti de Il Rigattiere) e realizzato nel 1998,
ultima esperienza questa, prima di deporre la cinepresa dentro al baule nonostante i
felici successi ottenuti.
Ora Franco vuole rimettersi in gioco e
ritornare a competere come una volta riscattando se stesso e il passato, per questo la
presentazione de "Il Rigattiere" ai prossimi festivals sarà la sua prossima
mossa.
(Claudio Pepoli)
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