Cinico, spietato, inatteso. Prima linganno e poi la beffa è il caso
di dire. Match Point, penultimo film di Woody
Allen non poteva essere più geniale.
Siamo a Londra, in sottofondo musica
lirica. Lusso, ricchezza, ambizione. Questo il contesto in cui si svolge il film. Tom (Matthew
Goode) è un giovane insegnante di tennis da poco trasferitosi a Londra. Si fidanza e poi sposa la figlia di un ricco uomo daffari
che lo inserisce in unalta posizione della sua azienda finanziaria . Ma Tom perde la
testa per Nola (Scarlett Johansson)
la fidanzata di suo cognato. Nasce una segreta e passionale relazione che dura fino a
quando lei rimane incinta. Le cose si complicano. Da un lato la sua vita accanto alla
donna che ha sposato, un lavoro sicuro e prestigioso, dallaltro una vita senza
prospettive accanto ad unaspirante attrice. Tra la tranquillità sociale e la
travolgente passione, Tom sceglie la sicurezza e la stabilità accanto a sua moglie.
Escogita un piano e uccide Nola.
Una tragedia, che fino alla fine non
riusciremmo mai ad intravedere. Ma è proprio questa la sconvolgente verità svelataci da
Allen. Il suo finale disarma il pubblico. Non solo Tom uccide la sua amante, ma non viene
neanche scoperta la sua colpevolezza. Il caso e la fortuna vincono sulla moralità e la
giustizia. Tom si salva; il suo piano non è un delitto perfetto, anzi fa acqua da tutte
le parti. Ma è il match point, e come nel tennis, anche nella vita fino allultimo
non si può sapere se la fortuna cadrà dalla nostra parte o da quella del nostro
avversario.
Non è un caso che Allen faccia leggere
al suo protagonista Delitto e castigo. Come nel celebre romanzo
russo, anche Match Point ha come protagonista
un uomo che scala le vette dellalta società e si rivela disposto a tutto, anche a
sacrificare vittime innocenti, pur di
raggiungere i suoi scopi. Ma dovè il suo castigo?
(Rosy Santella) |