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gogol.jpg (9100 byte) I racconti di Pietroburgo
di N.W.Gogol'
Casa editrice: Adelphi
Genere: Narrativa

Anno: 2000
Tra grigi palazzi e vicoli stretti, tra la fioca luce dei lampioni e la greve atmosfera si aggirano volti ed anime messi a nudo da un occhio scrutatore che dimora e veglia sulla cittą.
Entitą singole come isole nell’oceano ma che la tetra contingenza costringe a respirare la fetida polvere che si muove tra le scartoffie burocratiche e che li chiude in un cerchio senza possibilitą di fuga.
Anime che vagano per la cittą in cerca della propria identitą, umiliate ed offese dal potere e dalla paura di uscire allo scoperto.

Ma ne “I racconti di Pietroburgo” il vero protagonista non č l’uomo, non sono le anime descritte da Gogol' ma la cittą, la sua strana ed opaca dimensione che mette in scena storie quasi inverosimili in cui la pazzia e le allucinazioni dominano incontrastati.

Sei sono i racconti che costituiscono questa raccolta, realizzata dopo la morte di Gogol' avvenuta nel 1952, e che rientrano nella storia della letteratura russa dove la cittą di Pietroburgo rappresenta per molti scrittori un punto di partenza, di critica nei confronti della societą o un punto di arrivo.
Voluta per volontą di Pietro il Grande il quale volle presentarla come “la finestra sull’Europa”, Pietroburgo č sempre stata considerata come una cittą troppo diversa dalle altre cittą russe poichč troppo lontana anche dal punto di vista culturale da Mosca che rappresenta invece il cuore della tradizione russa.

Per comprendere meglio questo sentimento contrastante nei confronti di Pietroburgo basta immergersi nella lettura dei racconti di Gogol' in cui luoghi e persone vengono descritti con un tono grottesco ma immensamente ironico proprio teso a sottolineare il sentimento labile e confuso che la cittą fa scivolare su uomini come Kolvalev il quale si accorge una mattina di aver perso il suo naso mentre dall’altra parte della cittą il fantasma di un uomo gira per la cittą alla ricerca del proprio cappotto.

Aldilą dell’ironia e del surreale, pagina dopo pagina ci si accorge della sottile critica che Gogol’ fa nei confronti delle istituzioni e di una societą fondate esclusivamente su apparenze ed ingiustizie celate nell’indifferenza e nella normalitą della vita quotidiana.

(Eva Di Tullio)