Libri

 



Un giorno perfetto
di Melania G. Mazzucco
Casa editrice: Rizzoli
Genere: Narrativa

Anno: 2005 

A volte il tempo si consuma lento e le azioni si dilatano con il suo movimento tedioso. Altre volte invece il destino degli esseri umani può cambiare il suo corso nel giro di poche ore e lasciare una scia indelebile nella vita di chi resta a guardare. Uomini e donne su binari paralleli, direzioni opposte eppure con un punto d’incontro. Fatale.

Ventiquattro ore separano la  quotidianità dalla tragedia. Ventiquattro ore per salvare ciò che da tempo non si ha più. Ventiquattro ore per liberare i sentimenti dalle convenzioni. Ventiquattro ore per guadagnare potere.
Ventiquattro ore per lasciare traccia della propria esistenza.

Pagina dopo pagina la lettura prende scioltezza e disinvoltura, fluidità e curiosità per la sorte dei protagonisti del romanzo, caricature di visi, in preda a tradimenti, confessioni, amore, gelosia, libertà, delicatezze, crudeltà.
Sogni che aleggiano in uno spazio troppo grande, in una città che vive di ritmo e velocità estrema: Roma.
Una città che spesso mette in risalto la società a discapito del singolo individuo, delle sue preoccupazioni e dei problemi quotidiani che molte volte degenerano in violenza.

Caratteristica principale di “Un giorno perfetto” è proprio la descrizione di problematiche relative a ciò che teoricamente sta alla base della vita dell’uomo ma che praticamente viene troppo trascurato: la famiglia.
Personaggi comuni con storie fin troppo comuni ma che rendono più reale la storia agli occhi del lettore che chiudendo l’ultima pagina di un racconto finito sente un sapore amaro in bocca per aver assistito a ciò che non avrebbe mai pensato potesse accadere ai personaggi che vivono nel romanzo.

Al lettore spetta il compito di esaminare la propria esperienza in virtù dei fatti accennati nel romanzo.
All’autrice, Melania G. Mazzucco, il merito di aver saputo costruire il racconto di un giorno perfettamente normale di persone perfettamente inconsapevoli dei propri limiti.



(Eva Di Tullio)