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La
scoperta dell'alba
di Walter Veltroni
Casa editrice: Rizzoli
Genere: Narrativa
Anno: 2006 |
In
una Roma infuocata dal caldo estivo, aliena dagli impegni politici invernali, in una
stanza del centro storico con soffitti e mobili ricamati dantico cè un uomo
seduto, in silenzio, che ascolta la sua anima lasciandola riflettersi sul foglio bianco
sotto i suoi occhi. Così lanima inizia a narrare e linchiostro colora il
pallido foglio che, dopo qualche settimana, si moltiplica fino a creare ciò che oggi è
il primo romanzo di un cittadino romano davvero molto speciale: Walter Veltroni.
Lopera, La scoperta dellalba, non è il primo lavoro letterario
del sindaco di Roma ma questo più degli altri libri proprio perché è il primo romanzo
gli apre le porte verso una nuova dimensione che va oltre le proprie conoscenze storiche
ed artistiche; è questo difatti il primo passo verso la consapevolezza del proprio
talento da romanziere.
La luce chiara dellalba si accende con le prime pagine del romanzo dove lautore
sembra voler cercare un punto di partenza filosofico per poi intagliare una trama ricca di
sentimenti ed emozioni comuni, in cui i personaggi riscoprono le loro radici portando alla
luce quei sentimenti che alcune volte non si possono nascondere. Paura e vergogna,
delusione e gelosia descrivono la famiglia di Giovanni Astengo, il protagonista del
romanzo il quale riesce ad arrivare alla soluzione del suo dramma familiare, ossia la
scomparsa del padre, tramite un percorso introspettivo che lo conduce a misteriose
telefonate e ad un incontro che lascia il lettore a bocca aperta.
La trama è caratterizzata da uno stile semplice ma al tempo stesso delizioso e fine
specie laddove emergono alcune problematiche familiari come il rapporto tra Giovanni ed i
suoi figli, nonché tra lo stesso protagonista ed il suo passato. Inoltre lo stile assume
unandatura lieve e delicata quando le pagine si riempiono di commenti dolcissimi su
Stella, figlia di Giovanni, affetta dalla sindrome di down e tuttavia piena di vitalità
seppur consapevole dei suoi limiti proprio come gli altri personaggi del romanzo.
E dunque un romanzo che consente al lettore di appropriarsi di unanima, quella
dello scrittore, che va oltre la contingenza e lonere del proprio ruolo.
(Eva Di Tullio) |
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