Libri

 



Copertina - La scoperta dell'alba.jpg (3727 byte) La scoperta dell'alba
di Walter Veltroni
Casa editrice: Rizzoli
Genere: Narrativa

Anno: 2006
In una Roma infuocata dal caldo estivo, aliena dagli impegni politici invernali, in una stanza del centro storico con soffitti e mobili ricamati d’antico c’è un uomo seduto, in silenzio, che ascolta la sua anima lasciandola riflettersi sul foglio bianco sotto i suoi occhi. Così l’anima inizia a narrare e l’inchiostro colora il pallido foglio che, dopo qualche settimana, si moltiplica fino a creare ciò che oggi è il primo romanzo di un cittadino romano davvero molto speciale: Walter Veltroni.

L’opera, “La scoperta dell’alba”, non è il primo lavoro letterario del sindaco di Roma ma questo più degli altri libri proprio perché è il primo romanzo gli apre le porte verso una nuova dimensione che va oltre le proprie conoscenze storiche ed artistiche; è questo difatti il primo passo verso la consapevolezza del proprio talento da romanziere.

La luce chiara dell’alba si accende con le prime pagine del romanzo dove l’autore sembra voler cercare un punto di partenza filosofico per poi intagliare una trama ricca di sentimenti ed emozioni comuni, in cui i personaggi riscoprono le loro radici portando alla luce quei sentimenti che alcune volte non si possono nascondere. Paura e vergogna, delusione e gelosia descrivono la famiglia di Giovanni Astengo, il protagonista del romanzo il quale riesce ad arrivare alla soluzione del suo dramma familiare, ossia la scomparsa del padre, tramite un percorso introspettivo che lo conduce a misteriose telefonate e ad un incontro che lascia il lettore a bocca aperta.

La trama è caratterizzata da uno stile semplice ma al tempo stesso delizioso e fine specie laddove emergono alcune problematiche familiari come il rapporto tra Giovanni ed i suoi figli, nonché tra lo stesso protagonista ed il suo passato. Inoltre lo stile assume un’andatura lieve e delicata quando le pagine si riempiono di commenti dolcissimi su Stella, figlia di Giovanni, affetta dalla sindrome di down e tuttavia piena di vitalità seppur consapevole dei suoi limiti proprio come gli altri personaggi del romanzo.

E’ dunque un romanzo che consente al lettore di appropriarsi di un’anima, quella dello scrittore, che va oltre la contingenza e l’onere del proprio ruolo.

(Eva Di Tullio)