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Disabili - Le diverse abilità |
Cosa
accomunano Sir Ludwig Guttmann, celebre neurochirurgo inglese, e il dottor Antonio Maglio,
direttore dell'INAIL degli anni '40-'50? La risposta può essere trovata facendo un salto
indietro nel tempo, a pochi mesi fa, fino al 10 febbraio 2006, giorno in cui Torino è
divenuta per dieci giorni la capitale dello sport per disabili, grazie all'organizzazione
delle Paralimpiadi. La storia dello sport per disabili iniziò nel 1948, quando Sir
Guttmann, scosso dalla tragedia portata dalla seconda guerra mondiale, organizzò gli
"Stoke Mandeville games", prima edizione di giochi per invalidi, colpiti alla
spina dorsale durante le battaglie di epoca Hitleriana. Nel 1952 il movimento si allargò,
comprendendo un buon numero di olandesi, che andò a caratterizzare una prima espansione
oltremanica. L'intervento del dottor Maglio nel 1958, il quale chiese, ed ottenne, una
collaborazione con Guttmann per portare la nona edizione a Roma nel 1960, decretò la
nascita dei Giochi Paralimpici, la cui denominazione ufficiale fu assegnata
successivamente, nel 1984.
Un ulteriore passo verso la formula attuale si ebbe con lo svolgimento della prima
edizione dei giochi invernali nel 1976 in Svezia. In Italia il punto di riferimento per
gli atleti diversamente abili è il Comitato Paralimpico Italiano (ex Federazione
Italiana Sport Disabili), il cui presidente è noto ormai a molti appassionati di calcio: Luca
Pancalli, incaricato della presidenza della FIGC fino al prossimo 28 febbraio.
Attualmente nel nostro paese sono presenti circa 650 società sportive per disabili ed
oltre 15.000 tesserati, cifre che dimostrano quanto il movimento si sia sviluppato. Le
categorie sportive sono differenti, dalla pallacanestro alla pallavolo, dalla scherma al
tiro con l'arco, dal tennis al canottaggio. Molto popolari sono anche gli sport alpini,
come il curling, l'hockey su slitta o lo sci, dove, nell'ultima edizione svoltasi a
Torino, la nostra rappresentativa ha conquistato due medaglie d'oro nel Super-G maschile
disabili visibili e nello slalom gigante femminile disabili visibili con Gianmaria Dal
Maistro e con Silvia Parente, con quest'ultima capace anche di conquistare tre bronzi
nello speciale, nel super-G e nella discesa libera.
L'atmosfera vivibile in manifestazioni sportive per disabili è indescrivibilmente
positiva, e rende chiunque -spettatore, tifoso o atleta- amante dello sport in ogni sua
forma, garantendo un'unione salda e romantica tra l'uomo e la disciplina sportiva, troppe
volte costretta ad un ruolo secondario di fronte al galoppo incessante del lussurioso
mondo del business, e persa nella frenesia della logorante legge del "risultato ad
ogni costo". L'esempio portato dal mondo dei giochi paralimpici è sempre
d'attualità, e ci avvicina a valori come il rispetto e la passione per lo sport,
aiutandoci a comprendere il messaggio d'amore che solo una manifestazione come le
Olimpiadi sa trasmettere.
(Cristiano Buffa) |
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